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Mostra di Max Frezzato in palazzo Guinigi

 

 MAX FREZZATO - L'IMMORTALE

E' una delle mostre prestigiose organizzate al Palazzo Guinigi di Lucca dal Museo Italiano del Fumetto e dell'Immagine. Si tratta dell'ultima opera di Massimiliano Frezzato, "L'Immortale". Il Portfolio con 17 disegni è stato presentato in occasione di Romics, a settembre. Gli ambienti del Palazzo armonizzano in maniera a dir poco perfetta con le opere presentate, realizzate su legno, cartone o tela. Giorni fa nel corso di un programma televisivo sul primo canale della Svizzera Italiana, è stata trasmessa una breve intervista a Max, nella sua casa di Montepulciano. In quella occasione Max ha parlato del suo lato giocoso, rispecchiato nel Pinocchio e del lato ad esso contrapposto, che ritroviamo appunto ne "L'immortale."  La mostra è aperta fino al 31 dicembre.
Frezzato presenta l'opera nel suo Blog con quese parole:
"Da piccoli, mia madre ci portava spesso a far visita a un cugino che faceva il ferrivecchi. Legittimato dalla parrocchia di quartiere, aveva avuto libero accesso a un gran numero di case e cantine della Torino bene di allora. Nel cortile di quella che era stata una cascina, erano ammassati vestiti, mobili, giocattoli, libri, elettrodomestici, tutti scarti del primo consumismo, che aspettavano, alla pioggia e al sole, che qualcuno venisse a dargli nuove opportunità sociali. Di fianco all'ufficio di mio cugino c'era la "cassaforte". Un casotto chiuso a chiave per le cose più preziose, selezionate per sé o gli amici, proibite agli occhi degli altri. Un unico cubo vuoto che sembrava il deposito di un Paperon dei poveri. Forti della parentela, io, mia madre e mio fratello perdevamo i pomeriggi lì dentro. Ognuno alla conquista della propria collina. Non mi è rimasto molto da allora, il mio tesoro negli anni furono una vecchia 24 ore e un libro scritto a mano di chimica inorganica. A settembre dello scorso anno mi arrivò un pacco da casa, di quelli che le mamme mandano per sgombrare e risvegliare il mea culpa dei figli lontani. Oltre alle tendine per la roulotte, c'erano i primi tre manuali delle giovani marmotte e il suddetto libro. Sfogliandolo, pronto a rimetterlo in libreria per altri vent'anni, mi sono accorto che alcune pagine erano sbiadite e al posto dei simboli originari s'intravedevano altre cose. Un testo. Strano e apparentemente scollegato nei suoi elementi. Scritto in lingue e grafie diverse. Molti brani sono illeggibili e ho preferito non interpretarli. Non so se l'autore sia ciò che dice, né se esista ancora o mi stia leggendo. Mi sono immerso per un anno nella sua opera, con risultati che a tutt'oggi reputo abbozzati. Chiedo scusa quindi a lui e al lettore per aver dato alle stampe solo una parziale interpretazione di qualcosa di talmente vasto, che forse come nel testo, non implica una fine".
Ma ora lasciamo parlare le immagini...