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EternArtemisia

ottobre 2008 - gennaio 2009
EternArtemisia

"EternArtemisia" è una storia semplice: in una società futuribile, schiacciata da un sistema di ordine e sicurezza al limite del delirio, una donna messa al bando diviene il capo di una rivolta destinata a modificare radicalmente quel sistema.

Una storia di giochi di potere, che mi ha riportato subito alla memoria quella che forse è l'origine della storia del potere in Occidente e delle forme in cui si è andato organizzando: il crollo del matriarcato e l'affacciarsi, alla fine della preistoria, del modello patriarcale. "EternArtemisia", prendendo spunto dalla leggenda delle due Artemisia, quella di Caria e quella di Alicarnasso, raccontate negli arazzi dedicati a Caterina e Maria de' Medici, è quindi un fumetto in cui la storia si dipana da un futuro possibile indietro, vertiginosamente attraverso le ere, fino alla preistoria. In questo viaggio a ritroso nel tempo, fa da spirito guida, da sciamana, una figura misteriosa: Chimera, che insieme ad Artemisia, è la vera protagonista.

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Chimera è una donna, una sacerdotessa del culto della Grande Madre, la Dea Bianca del culto preistorico diffuso in un'area geografica enorme (il primo culto monoteista del genere umano?), che tramanda i suoi poteri e la sua missione di generazione in generazione. La sua missione: impedire che il principio femminile venga soggiogato da quello maschile; quando questo accade e si protrae nel tempo, Chimera interviene a muovere l'ago della bilancia e a far sì che le donne tornino alla dignità che spetta loro.  

"EternArtemisia" è un fumetto di critica sociale, ma non solo. Possiamo definirla una storia d'amore (l'amore tra Artemisia e Mauso, suo marito), una storia d'azione (per il conflitto tra Chimera e Kurgan, il Killer incaricato di uccidere Mauso e Artemisia), una storia tra i generi (il fantascientifico e il fantasy storico-archeologico).  
"EternArtemisia" ha un debito di riconoscenza alle opere di Marja Gijmbutas e di Robert Graves, in particolar modo; ai fumetti di Enki Bilal, di Jodorowsky e di Magnus; al cinema di fantascienza da Blade Runner e Dune, fino a Dark City, Gattaca e I figli degli uomini; al lavoro di ricerca politica e sociale del collettivo Action30; all'architettura organica in particolare quella di David Fisher e del suo studio.